Questo blog è agonizzante da troppo tempo. Me ne sono data in abbondanza, di tempo, ma le idee non arrivano, perciò meglio arrendersi all'evidenza. Anche se so che mi pentirò e mi dispiacerà da morire non appena avrò mandato online questo post.
Mi sono divertita pareccchio quando la cosa funzionava, adesso non funziona più e non mi va di lasciar andare il Café alla deriva a oltranza. Peccato. Pazienza. Ho aperto il blog anche per colmare un vuoto che adesso non c'è più, quindi probabilmente è giusto così. Dopotutto non mi sono mai sentita una blogger.
Ho aspettato tanto perché mi spiace per chi il Café lo ha animato lasciando commenti oppure è passato e basta. Ho aspettato per voi, perché mi sono divertita ed è stato un piacere accogliervi qui, dove mi sono sentita a casa anche e soprattutto grazie a voi.
Ultimamente bazzico molto poco la blogosfera, ma ci si rileggerà qua e là. Con tanti di voi il contatto è rimasto per vie traverse, spero che continuerà ad essere così. Sapete dove trovarmi.
Ringrazio tutti voi che siete passati a leggere, chi in questi mesi di assenza ha cercato di spronarmi e chi ha aspettato paziente in silenzio. Grazie per i commenti e i legami che si sono stretti al di fuori del Café. Grazie per il pezzettino di strada fatto insieme, perché quel vuoto l'avete colmato un po' anche voi.
Per il momento chiudo ma il blog resta online, non voglio che i vostri commenti e pensieri finiscano al macero. Vorrei preservare ancora un po' questo angolino che mi sono ritagliata.
Vabeh oh, basta toni drammatici! Che poi non mi stupirebbe se adesso che ho finalmente deciso di tagliare la testa al toro, improvvisamente i due emisferi si rimettessero in moto e tirassero fuori qualcosa dal cilindro. Non credo, ma mai dire mai. Perciò per il momento giro il cartello sulla porta, poi chissà.
Dovete sapere che qui in ElveZia i bernesi sono reputati per essere gente tranquilla assai. Non è una leggenda, ma un dato di fatto. Non si agitano, non si affannano. Mai. E i corrieri non fanno eccezione.
Così oggi apprensione, curiosità e patemi di vario genere hanno animato la Z-giornata, mettendo in agitazione chi bernese non è. Dalla Puglia alla terra dei bovini da latte, passando per Abruzzo e Piemonte.
Ma, come accade in ogni favola che si rispetti, tutto è bene quel che finisce bene. Anche il corriere bernese è giunto a destinazione in tempo (Berna è pur sempre in Sguizzera!).
Fatto sta che oggi ho ricevuto un regalo belissssssimo e appreZzatissimo. E visto che indirettamente coinvolge diverse personcine per bene, volevo condividerlo con loro e con voi.
Si tratta di un racconto (illustrato!) targato Jane Pancrazia Cole (sì, quella della Radio). Ne avevo già commissionati un paio io stessa e vi garantisco che andate sul sicuro. È un regalo originale, unico e ben fatto. Farete un figurone! Per saperne di più puntate la freccina qui e pigiate.
Autrice e regalatrice mi hanno dato il permesso di postare il racconto qui per farlo leggere anche a voi. Quindi bando alle ciance!
Il Matrimonio del Secolo di Jane Pancrazia Cole
"Alla mia..."
[No, la dedica no. È mia. :oP
E bellissima.]
Tutto ebbe inizio una tranquilla domenica pomeriggio.
Zeta era affaccendata nella produzione massiva dei suoi famosi biscotti al Toblerone bianco. Una volta sfornati li avrebbe poi impacchettati e spediti in giro per tutto lo stivale alle sue golosissime amiche italiane.
Il dolcissimo profumo non aveva riempito solo tutta la casa, ma era uscito fin nel giardino a tentare i numerosi pennuti ospiti del Residence ZetaElle.
Residence a 5 stelle costituito da casette, rifugi e mangiatoie. Una vera sciccheria che i cinguettanti abitanti della Svizzera si litigavano a suon di potenti acuti e volteggi acrobatici.
L'unico ospite che godeva di un posto speciale sempre a propria completa disposizione era un pennutaccio con un becco adunco e un sederone blu niente affatto volante. Un raccomandato insomma.
Ma che raccomandato!
In realtà il suddetto volatile, sulle cui origini extraterrestri in molti sarebbero stati pronti a giurare, in Svizzera ci stava ben poco, impegnato com'era con le sue tournee in giro per il mondo. Era bruttarello, ma lui ed i suoi compari erano molto molto famosi.
"Toc Toc!", bussò alla porta.
"Chi è?"
"Sono io, Gonzo!"
"Che piacere vederti! Accomodati pure!", disse l'elvetica appassionata di Muppets facendolo entrare in casa, "che ci fai qui? Pensavo fossi a Las Vegas"
"Sono qui per chiederti aiuto: è successa una catastrofe!", rispose il pennuto disperato.
"Cos'è accaduto?"
"Kermit si è finalmente deciso a chiedere la rosea e cicciotta mano di Piggy"
"Ma è meraviglioso: era ora!"
"Sì, però la sposa si è dimostrata un pochino troppo esigente e, dopo mesi di capricci e torture psicologiche, l'organizzatore del matrimonio è letteralmente scappato a gambe levate!"
"Oh, Criscpass!"
"Le nozze sono in programma fra una settimana e c'è ancora tutto da fare. Solo tu puoi salvarci da questo disastro!"
"Io? Io?? Io???"
"Tu! Tu!! Tu!!!"
"Ma perché mai io?"
"La tua abilità in cucina e il tuo elvetico spirito organizzativo sono la nostra unica ancora di salvezza. Ti prego accetta. Ti prego, ti prego, ti prego!"
"E va bene! Non ce la faccio a resistere di fronte a un Muppet disperato!"
E così, in poche ore, fu organizzata la trasferta oltreoceano di Zeta e di tutto il suo staff, costituito da Titti, Katia, Angy, Luci, Beatrice, Hariel, Daria, Gianni, Gabriele e Martina.
Non stupitevi: c'è bisogno di parecchia manodopera, umana e felina, per organizzare il matrimonio del secolo in una settimana!
Giunti a destinazione , Zeta affidò ad ognuno il proprio compito:
"Hariel e Katia, voi vi occuperete del rinfresco. Ho piena fiducia nelle vostre capacità. Sollazzerete gli stomaci di questi pupazzoni. Manderete in sollucchero le loro papille gustative di pezza. Sarete le artefici di un trionfo per gola ed occhi! Datevi da fare e stupitemi!"
Di fronte a tanta fiducia e tale responsabilità, le due cuoche elaborarono un menù che neanche Gordon Ramsey e Carlo Cracco messi assieme sarebbero stati in grado di fare meglio!
"Ancora una cosa", aggiunse Zeta prima di passare oltre.
"Sì?"
"La fassona, mi raccomando la fassona!", ripeté l'organizzatrice già con l'acquolina in bocca.
"Ovviamente!", risposero sicure Hariel e Katia, conoscendo già il piemontese ebole dell'elvetica amica.
Una volta sistemato il reparto cucina, Zeta si occupò del problema "accessori e abbigliamento".
"Purtroppo la sposa e le sue damigelle non hanno ancora scelto il look più adatto per la cerimonia. So di chiedervi tanto. So che la vostra pazienza verrà messa a dura prova. So che i lavori forzati al confronto sarebbero una passeggiata di salute. Ma, Titti, Angy e Daria, questa incombenza tocca a voi! Faccio affidamento al vostro buon gusto e alla vostra infinita pazienza.
Io ho fiducia in voi!"
"Grazie Zeta!", rispose commossa Titti.
"Sì sì, altro che fiducia, questa è una fregatura bella e buona", rispose molto meno commossa Daria.
"E vabbè, a qualcuno gliela dovevo pur mollare questa patata bollente!", ammise candidamente l'astuta svizzera organizzatrice.
A quel punto, non rimaneva che il servizio fotografico: "Cara Beatrice, che te lo dico a fare? Le foto sono la tua passione e il tuo talento. Sono sicura che ci farai fare un figurone. Grazie al tuo benevolo obiettivo, Kermit sembrerà un poco meno verde e Piggy un poco meno..."
"Meno?"
"Meno... beh insomma, ci siamo capiti..."
"Meno cicciotta?"
"Ecco, quello!"
"Va bene Zeta, io farò del mio meglio, ma faccio fotografie mica miracoli. Piggy è affascinante, femminile, meravigliosa ma pur sempre un suino!"
"Sì, in effetti... vabbè, al massimo, andremo di Photoshop!"
Il resto della truppa, che era volata oltreoceano con Zeta, rimase a guardarla in attesa di indicazioni.
"Luci, tu mi farai da assistente. Durante questi giorni dovremo correre da un angolo all'altro della città. Aiutare e coordinare tutti. Ci vorranno polso fermo e piglio dittatoriale!"
"Evviva, ci sto!", rispose Luci. Prontissima, per una volta, a smettere i panni dell'angelo del focolare per vestire quelli della spietata organizzatrice di matrimoni.
"Martina!"
"Miaooooooo"
"Tu sarai l'assaggiatrice ufficiale, e la dispensatrice più apprezzata di coccole e strusciatine alle caviglie!"
"Miaoooooooooooooooooooooo"
"E noi?", chiesero infine Gianni e Gabriele, gli unici due rimasti fuori dalle assegnazioni.
"Due uomini in mezzo a tutte queste donne, e che potrò mai farvi fare? Gli schiavi!"
"Cosa???"
"Oh Criscpass, scherzavo! La schiavitù è stata abolita da tempo. Farete i galoppini, i facchini, gli autisti, etc..."
"Gli schiavi, insomma."
"Sì, praticamente sì. E ora, hop hop, tutti a lavorare!"
Fu una settimana di lacrime e sangue.
Katia lottò e vinse contro le capesante.
Titti riuscì nella miracolosa impresa di accontentare Piggy, guadagnandosi in questo modo l'eterna riconoscenza di Zeta, la stima di Kermit, ed un bel posticino in paradiso.
Martina prese due chili a forza di felini assaggini.
Gianni e Gabriele, invece, ne persero tre a testa a forza di correre a destra e a manca.
Zeta, proprio come aveva previsto Gonzo, si dimostrò all'altezza del compito affidatole.
Sballottata da una parte all'altra della città, supervisionò, onsigliò, si occupò di tutto.
Tutto!
Aiutò Katia ed Hariel con il suo estro culinario.
Corse spesso in soccorso di Daria, Angy e Titti, riuscendo a domare le imbizzarrite richieste dell'incontentabile Piggy.
Godette delle strusciatine di Martina e organizzò il matrimonio del secolo!
Le nozze furono rosa e romantiche, come le aveva richieste la sposa.
Il pranzo un'abbondante squisitezza.
Il ricevimento allegro e colorato.
Ma il divertimento raggiunse l'apice quando le luci si spensero improvvisamente. Un sipario di velluto rosso si aprì. E il verde musetto di Kermit fece capoccella:
"Ladies and Gentlemen, it's The Muppet Show!"
E tutti gli altri pupazzoni in coro:
Che sorpresa! Che spettacolo! Che divertimento!
Gli sposi ed i loro amici non avrebbero potuto ringraziare meglio Zeta e tutta la sua truppa.
O forse sì?
Il giorno dopo, sull'aereo, Zeta scoprì che il posto vicino al suo era occupato da un meraviglioso, selvaggio, affascinante amico:
"Con te IOOOOOO!", disse semplicemente Animal per poi mettersi a suonare forsennatamente la propria batteria per tutto il volo.
Tutti gli altri paseggeri rischiarono l'esaurimento nervoso. Tutti tranne Zeta, troppo contenta di poter dividere la propria casa con un nuovo peloso, selvaggio amico.
Il divertimento non sarebbe mai mancato!
THE END
Ecco. Come al solito non so bene cosa dire, quindi mi limito a un sentitissimo Grazie. A Titti (con Gianni, Pupone e Martina), ma anche a Jane. E anche a tutti i co-protagonisti.
Mi sono venuti millemila dubbi, non sapevo se postare o meno. Però poi qualcuno mi ha detto di ascoltare l'istinto. Dopo aver letto il racconto ho pensato che mi sarebbe piaciuto farlo leggere al "mio staff", da lì l'idea di postarlo qui. Anche l'idea di fare un po' di meritatissima pubblicità a Jane mi piace parecchio, quindi post sia. Nonostante tutti i se e i ma. Non so se sia la scelta giusta, ma bon. Amen.